31. La regola francescana.

   Da: Regula prima o Regula non bullata, in A. Saitta, Il
cammino umano, La Nuova Italia, Firenze, 1962

 L'umilt e la povert, praticate in perfetta sintonia con la vita
di Cristo, sono le costanti pi evidenti che emergono dalla Regula
prima francescana, che divenne la regola definitiva dell'ordine
dei frati minori soltanto dopo diversi emendamenti atti a renderla
pi sopportabile.


   Capitolo primo - La regola e la vita di questi fratelli  di
vivere in obbedienza, castit, e senza beni propri seguendo la
dottrina e le orme del Nostro Signore Ges Cristo che dice: Se
vuoi esser perfetto, vendi tutto e dallo ai poveri, e avrai un
tesoro in cielo; e vieni, e seguimi. [...].
   Capitolo secondo - [...]I fratelli, poi, quelli che promisero
obbedienza, abbiano una unica tunica, col cappuccio e un'altra
senza, se occorre, e cingolo [cordone usato in vita come cintura]
e le brache. E tutti i fratelli siano vestiti di vesti vili e
possano rappezzarle con pezzi di sacco od altro colla benedizione
di Dio. [...] E anche se saranno detti ipocriti non cessino di far
il bene, e non cerchino vesti preziose in questo mondo per poter
avere un vestito nel regno dei cieli.
   [...].
   Capitolo settimo - Tutti i fratelli in qualunque luogo e presso
chiunque si trovino a servire e a lavorare, non siano mai economi
o cantinieri, n dirigano le case dei loro padroni, n accettino
ufficio che sia di scandalo o faccia danno all'anima loro: ma
siano minori e soggetti a tutti quelli che sono nella medesima
casa. E i fratelli che sanno lavorare, lavorino ed esercitino
l'arte che conoscono, purch non sia contro la salvezza dell'anima
loro. [...] E possano per il lavoro ricevere il necessario,
escluso il danaro e, se ci sar bisogno, vadano questuando come
gli altri poveri. [...] Si guardino i fratelli, dovunque siano,
negli eremi o altrove, di appropriarsi qualche luogo, e di
vietarlo ad altri. E chiunque venga a loro amico o nemico, ladro o
assassino, sia accolto benignamente. [...] E cerchino di non
mostrarsi tristi, accigliati o ipocriti, ma bens lieti nel
Signore, ilari e opportunamente gentili.
   Capitolo ottavo - [...] Perci nessun fratello, dovunque sia o
vada, accetti denari neppure per causa di vesti, libri o compenso
di lavoro, in nessun caso, salvo per manifesto bisogno di fratelli
malati. [...] E se in qualche luogo troveremo denari non curiamoli
pi della polvere che calpestiamo. [...] E se, Dio tolga,
accadesse che qualche fratello raccolga o abbia denari, tutti i
fratelli lo considerino come un falso fratello, ladro e assassino,
se non si pentir.
   Capitolo nono - [...] Tutti i fratelli cerchino di seguire
l'umilt e povert di Nostro Signore Ges Cristo e ricordino che
niente altro ci occorre a questo mondo, come dice l'Apostolo:
Avendo il cibo e da coprirci stiamo di questo contenti. E devono
rallegrarsi quando vivono tra persone miserabili e disprezzate,
tra poveri, deboli, malati, lebbrosi e mendicanti della strada. E
se ci sar bisogno, vadano per elemosina e non si vergognino
perch il Nostro Signore Ges Cristo, figlio di Dio onnipotente,
pos la sua testa su una pietra durissima, n se ne vergogn, e fu
povero e ospite e visse di elemosine, lui, la beata Vergine e i
suoi discepoli. E quando gli uomini facessero loro vergogna e
rifiutassero l'elemosina, ne rendano grazie a Dio, perch di
queste vergogne riceveranno grande onore al tribunale del Nostro
Signore Ges Cristo. [...].
   [...]
   Capitolo quattrodicesimo - Quando i fratelli vanno per il mondo
non portino seco per via n sacco, ne valigia, n pane, n denaro,
n bastone. E in qualunque casa entrino, dicano prima: Pace a
questa casa .... Non resistano al male, ma a chi percuoter loro
una guancia, offrano l'altra: e non si oppongano a chi vorr
levare loro la veste o la tonaca, e non ridomandino le cose che
loro sono state tolte.
   Capitolo quindicesimo - Impongo a tutti i miei fratelli,
chierici e laici, che vanno per il mondo, che non tengano presso
di s o di altri alcuna bestia da soma, e non sia loro lecito di
cavalcare, salvo per malattia o grave bisogno.
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